È sempre un piacere tornare a casa e vedere che nulla è cambiato: la campagna, la famiglia, la Mantova – Milano. Non c’è bisogno di essere pendolari per vivere mirabolanti avventure sulla linea più sgangherata d’Italia: Trenitalia pensa anche a voi viaggiatori occasionali, e vi fa dono di un soggiorno domenicale presso la rinomata stazione di Marcaria.
Ore 19.53: arrivo in stazione, appena in tempo per salire sul Milano delle 19.56. Ohibò, è già arrivato ed è fermo al binario! No, un attimo: è fermo prima del binario. È fermo e basta, morto. Lungo le rotaie erbose si vedono capitreni e viaggiatori aggirarsi come zombie o come i naufraghi di Lost col trolley sulla sabbia. È una scena surreale.
Il treno è bloccato sullo svincolo appena superata la stazione di Marcaria. Ciò significa che, per le gioie del binario unico, l’intera Mantova – Milano è bloccata a tempo indefinito. L’altoparlante, scusandosi per il disagio, si inventa che il treno per Milano partirà con 55 minuti di ritardo, quello per Codogno delle 20.12 con 15. Anche il tabellone dice la stessa cosa:
Ma è ovviamente una balla: finché il vivaltino non si leva gentilmente dai coglioni nessuna previsione si può fare, come ammettono gli stessi capitreni. Passano quaranta minuti senza che succeda assolutamente nulla.
Poi la svolta, forse: un treno all’orizzonte, da Milano. Si ferma. Riparte. Entra in stazione. È quello partito da Centrale alle 19.50, direzione Mantova. Aggancia il vivaltino. La gente lo prende d’assalto. Andrà a Mantova, trascinando il vivaltino col locomotore in mezzo. Tutta la carovana fa retromarcia e si parcheggia sul binario 2.
Viene fuori che il treno in avaria non era il Milano delle 19.56, bensì il Mantova delle 19.06, partito da Milano alle 17.25. E il treno per Milano? Il tabellone non lo riporta più, mentre quello per Codogno presenta un invidiabile ritardo di un’ora:
Chiedo lumi alla capotreno sul binario due: mi dice che il treno per Milano “sta arrivando, vedo i fari”. Ma va a Milano o a Codogno? “A Codogno, credo”. Poi a Milano come ci arrivo? “Stia tranquillo, ci sono treni fino alle 23″. Sono le 21.20 ora. “Alla peggio sa cosa fa? Arriva a Codogno, scende a Piacenza e prende l’intercity”. E ci salgo col biglietto regionale, sull’intercity? “Questo non posso garantirglielo, ma può sempre pagare la differenza, non dovrebbero farle il sovrapprezzo”. Ci mancherebbe pure. “Eccolo, è qui, è qui, mezzo minuto e arriva”. Tutto ciò è meraviglioso.
A Codogno il trenino ci arriva facendo tutte le fermate, tutte. Il capotreno non osa chiedere il biglietto. Si limita a dire che a Codogno ci sarà un treno per Milano al binario 3. Detto treno puzza di pipì e non ha posti a sedere. Parte alle 22.45 e arriva a Rogoredo alle 23.20. Due linee di metro e quattro fermate di tram, e varco la porta di casa a mezzanotte e mezza, un paio d’ore dopo il previsto. Una tranquilla domenica di passione, per gentile concessione di Trenitalia.



















