Una tranquilla domenica di passione

14 06 2010

È sempre un piacere tornare a casa e vedere che nulla è cambiato: la campagna, la famiglia, la Mantova – Milano. Non c’è bisogno di essere pendolari per vivere mirabolanti avventure sulla linea più sgangherata d’Italia: Trenitalia pensa anche a voi viaggiatori occasionali, e vi fa dono di un soggiorno domenicale presso la rinomata stazione di Marcaria.

Ore 19.53: arrivo in stazione, appena in tempo per salire sul Milano delle 19.56. Ohibò, è già arrivato ed è fermo al binario! No, un attimo: è fermo prima del binario. È fermo e basta, morto. Lungo le rotaie erbose si vedono capitreni e viaggiatori aggirarsi come zombie o come i naufraghi di Lost col trolley sulla sabbia. È una scena surreale.


Il treno è bloccato sullo svincolo appena superata la stazione di Marcaria. Ciò significa che, per le gioie del binario unico, l’intera Mantova – Milano è bloccata a tempo indefinito. L’altoparlante, scusandosi per il disagio, si inventa che il treno per Milano partirà con 55 minuti di ritardo, quello per Codogno delle 20.12 con 15. Anche il tabellone dice la stessa cosa:

Ma è ovviamente una balla: finché il vivaltino non si leva gentilmente dai coglioni nessuna previsione si può fare, come ammettono gli stessi capitreni. Passano quaranta minuti senza che succeda assolutamente nulla.

Poi la svolta, forse: un treno all’orizzonte, da Milano. Si ferma. Riparte. Entra in stazione. È quello partito da Centrale alle 19.50, direzione Mantova. Aggancia il vivaltino. La gente lo prende d’assalto. Andrà a Mantova, trascinando il vivaltino col locomotore in mezzo. Tutta la carovana fa retromarcia e si parcheggia sul binario 2.

Viene fuori che il treno in avaria non era il Milano delle 19.56, bensì il Mantova delle 19.06, partito da Milano alle 17.25. E il treno per Milano? Il tabellone non lo riporta più, mentre quello per Codogno presenta un invidiabile ritardo di un’ora:

Chiedo lumi alla capotreno sul binario due: mi dice che il treno per Milano “sta arrivando, vedo i fari”. Ma va a Milano o a Codogno? “A Codogno, credo”. Poi a Milano come ci arrivo? “Stia tranquillo, ci sono treni fino alle 23″. Sono le 21.20 ora. “Alla peggio sa cosa fa? Arriva a Codogno, scende a Piacenza e prende l’intercity”. E ci salgo col biglietto regionale, sull’intercity? “Questo non posso garantirglielo, ma può sempre pagare la differenza, non dovrebbero farle il sovrapprezzo”. Ci mancherebbe pure. “Eccolo, è qui, è qui, mezzo minuto e arriva”. Tutto ciò è meraviglioso.

A Codogno il trenino ci arriva facendo tutte le fermate, tutte. Il capotreno non osa chiedere il biglietto. Si limita a dire che a Codogno ci sarà un treno per Milano al binario 3. Detto treno puzza di pipì e non ha posti a sedere. Parte alle 22.45 e arriva a Rogoredo alle 23.20. Due linee di metro e quattro fermate di tram, e varco la porta di casa a mezzanotte e mezza, un paio d’ore dopo il previsto. Una tranquilla domenica di passione, per gentile concessione di Trenitalia.





Aspettando il morto/3

30 01 2010


(Gazzetta di Mantova, 30.01.2010, pag. 18)

Oltre all’apertura dell’inchiesta, interessante questo dettaglio relativo allo sciopero:

La sera di martedì, stessa delusione per chi era a bordo del treno 2663 partito dalla stazione centrale di Milano alle 20.20. Il locale ha come solita destinazione Mantova, ma martedì in conseguenza dello sciopero ha accorciato il proprio percorso fermandosi a Cremona. Così più di un pendolare diretto a Mantova o nei paesi della provincia, che non era al corrente degli accordi, si è visto costretto a scendre forzatamente a Cremona e poi, per proseguire il viaggio, chiamare i parenti a casa per farsi venire a prendere con l’automobile, se non addirittura proseguire con altri mezzi, bus o taxi.

Pare superfluo ricordare che il 2663 è l’ultimo treno utile per raggiungere Mantova da Milano, perso quello occorre aspettare fino alle 6:20 del mattino successivo (6:24 da Cremona).





Train de vie

28 01 2010


(Gazzetta di Mantova, 28.01.2010, pag. 21)

“Il convoglio è rimasto fermo a Cracovia da domenica a martedì, quando siamo ripartiti. Trenitalia non aveva calcolato il freddo e gli impianti sono andati ko”, dice Gino Ravenoldi. “C’era bisogno di fare interventi di manutenzione che non sono stati eseguiti. Poco dopo la partenza altre due carrozze si sono rotte. Arrivati in Slovacchia ci siamo dovuti fermare perché il locomotore non era adatto per trainarci. Alla fine 5 carrozze erano disastrate”. Il viaggio di ritorno si è così trasformato in un incubo per molti dei passeggeri, costretti a lasciare le loro cuccette gelate per stiparsi nei vagoni rimasti caldi.





Diamo la colpa allo sciopero

28 01 2010

Purtroppo non ce l’ho fatta a catturare il tabellone con i 45 minuti di ritardo del 2648 (Mantova 6:52 – Milano Centrale 8:50 9:35).

In compenso appena arrivato in Centrale ieri mattina ho visto questo:

10804 Bergamo – Milano Centrale: 95 minuti di ritardo. Su una durata totale di 68 minuti.

Al ritorno, giusto per piacere: 2661 con gente ammassata ovunque, personale inesistente, viaggio nel loculo tra il cesso e il vagone e ritardo dichiarato a Marcaria di 20 minuti.


(La foto è pessima in quanto fatta col cellulare. Ci scusiamo per il disagio.)





Aspettando il morto/2

27 01 2010



(Gazzetta di Mantova, 27.01.2010, prima pagina)


(Gazzetta di Mantova, 27.01.2010, pag. 16)





Aspettando il morto

26 01 2010


(Repubblica Milano.it, 26.01.2010)

Lodi, deraglia treno Mantova-Milano
traffico a rilento, ma nessuno ferito

di Ilaria Carra

Nei pressi della stazione di Lodi un treno della linea ferroviaria Mantova-Milano è deragliato. Sul posto è intervenuta la Polfer di Lodi. La circolazione sulla linea fra Milano e Mantova non si è mai interrotta, ma procede a binario unico con un ritardo medio di 20-30 minuti. Non si segnalano feriti.

In una nota la Tln – la newco formata da Ferrovie dello Stato e Ferrovie Nord che gestisce il servizio ferroviario regionale – ha spiegato che a uscire dai binari fra Lodi e Secugnago alle 16,20 è stato il primo asse della seconda carrozza del convoglio. Tutti i passeggeri “sono stati invitati a spostarsi sulla prima vettura – prosegue il comunicato – che è stata sganciata dalla composizione e trainata a Lodi, dove i passeggeri hanno potuto proseguire su un altro treno”. I convogli in partenza dalla stazione Centrale stanno subendo ritardi di circa mezz’ora, che arrivano anche a 120 minuti oltre l’orario programmato.

(26 gennaio 2010)





Ah, sono scettico

24 01 2010


(Gazzetta di Mantova, 24.01.2010, pag. 15)

“Siamo contrari all’eliminazione di Castellucchio e Bozzolo, favorevoli a togliere Marcaria perché è a soli quattro chilometri da Bozzolo”. Chissà cosa ne pensano, però, a Marcaria.

Considerato che è da anni in condizioni di abbandono pressoché totale, non sarebbe una grave perdita. Però non vedo come questo influirebbe sui problemi di puntualità della Mantova – Milano: non è togliendo una stazione che si guadagna un binario.





“Solo cento arrivano in ritardo: appena il 5%”

23 01 2010


(Gazzetta di Mantova, 23.01.2010, pag. 11)

“Le risorse ci sono. E per noi il cliente è il centro di tutto” ha detto Biesuz. Una donna, tra gli utenti presenti, è scoppiata a ridere.





La stazione che tutto il (terzo) mondo ci invidia/3

20 01 2010


(Gazzetta di Mantova, 20.01.2010, prima pagina)


(Gazzetta di Mantova, 20.01.2010, pag. 11)





La stazione che tutto il (terzo) mondo ci invidia/2

19 01 2010


(Gazzetta di Mantova, 19.01.2010, prima pagina)


(Gazzetta di Mantova, 19.01.2010, pag. 11)








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