Solo l’ultima finanziaria, per dare un esempio, ha tagliato di 324 milioni i soldi per i collegamenti ferroviari “locali”, recuperati in parte (80 milioni) con un decreto in extremis il primo aprile scorso.
[...]
E così anche i pendolari di tutta Italia (13 milioni) dovranno agganciarsi, volenti o nolenti, al treno dell’alta velocità per salvare dall’estinzione la ragnatela sempre più sottile dei trasporti regionali di casa nostra.
Facciamo il punto della situazione
30 05 2008Commenti : Lascia un commento »
Categorie : Varie ed eventuali
La pioggia non era stata preventivata
20 05 2008Commenti : Lascia un commento »
Categorie : Disastri, Stampa, Varie ed eventuali
REG 2652 – 11:43 Mantova – 13:45 Milano Centrale
19 05 2008Commenti : Lascia un commento »
Categorie : Bagni, La classe non è acqua, Sedili
Magari fosse arrivato fino a Codogno
18 05 2008Commenti : Lascia un commento »
Categorie : Disastri, Ritardi, Stampa, Varie ed eventuali
REG 2657 – 14:15 Milano Centrale – 16:17 Mantova
16 05 2008Cronache di ordinaria odissea.
Pensavo di averle ormai viste tutte, non ultimo il treno che va a fuoco. Ingenuo io.
Partiamo dicendo che il 2657 di oggi era una sorta di greatest hits dei convogli della Mantova-Milano: tutti i sedili più sporchi, gli interni più scrausi, i bagni più immondi combinati assieme. Oltretutto, una dose massiccia di wikileaks che sarebbe stato interessante analizzare. Per dirla con un eufemismo: faceva cagare. Insomma, il solito pessimo viaggio e la solita vagonata di materiale per il blog.
Ma sarebbe niente.
Ore 14:15, chiudono le porte. Ore 14:20, tutto tace. Ore 14:25, più o meno si parte. Qualcuno ti dice qualcosa di questi 10 minuti fumati? Certo che no. Vabbè.
Lambrate, 10 minuti di ritardo dichiarati, qualcuno in più reale. Passiamo oltre.
Rogoredo, il treno si riempie come al solito. Si lascia Milano che sono circa le 3 meno un quarto.
Si viaggia male, fa caldo, sono stanco. Leggo un po’ e mi addormento, come sempre.
Ore 15:10, il treno si ferma a Lodi. È in ritardissimo. Non riparte. Una voce proveniente dalla stazione annuncia che il locomotore è morto. Ma tu pensa. E dire che i locomotori degli anni ‘50 sono stati pensionati con tanto di proclami sui giornali.
Il ritardo rilevato fino a questo punto è di 15 minuti, ma la cosa ci tocca poco visto che il treno è un relitto inerme evacuato dopo una fermata. Ci viene detto di trasferirci sul treno per Piacenza, “in partenza al binario 2″. Ancora intontito maledico Trenitalia in svariate lingue. Di capitreno, sempre presenti in branchi, neanche l’ombra. Sarebbero per una volta utili, quindi sono tutti chiusi nelle loro tane.
Il regionale per Piacenza, va detto, è un treno bellissimo. Non ricordo se il modello era Vivalto, ma sembrava di viaggiare in aereo: posti due a due in fila, spazio per le gambe, tavolini per ogni postazione, aria condizionata, luci, pannelli elettronici, poltrone comode e pulite, porte che si aprono premendo un bottone. Tutto ciò in seconda classe. Un altro mondo, letteralmente. Un treno del 2000, cazzo.
Comunque non si parte. Di informazioni neanche a parlarne, anzi l’elaborato pannello presente in ogni carrozza è emblematico:

Il nulla. Zero. Oh, eppur si muove.
Secugnago, prima fermata. Fermata inutile per noi poveri cristi del Mantova-Milano, ma pazienza. Viaggiamo su un treno figo per una volta, mostriamo gratitudine. Fermi. Immobili. Perché?
Perché deve passare un Eurostar, e quelli hanno la precedenza tipo le ambulanze. Altrimenti l’end user della business class compila l’apposito modulino e ci tocca pure rimborsarlo.
E poi perché ne deve passare un altro.
E uno anche nel senso opposto.
E mentre dopo dieci minuti abbondanti ripartiamo a passo di lumaca, un quarto ci supera sul binario accanto. Ormai sono quasi le 4 e dovremmo essere da un pezzo a Cremona. Anzi, dovrei già essere a Marcaria. Un quarto d’ora e dovrebbe arrivare in centro a Mantova.
Codogno. Di nuovo messaggio a reti unificate. Di nuovo nessun cazzo di capotreno, tutti improvvisamente estinti, guarda a volte il caso. Morti anche loro come il locomotore?
Dal lusso sfrenato del Piacenza siamo deportati su tre vagoni tre. In origine passeggeri di un treno lungo quattro volte tanto. Gente seduta ovunque, gente in piedi, gente in piedi tra gli scompartimenti, gente in piedi tra i vani di collegamento dei convogli (pericolosissimo!). Forse anche gente in bagno, chi lo sa. Terzo mondo? Quarto. Forse peggio di noi solo l’India dove viaggiano anche sul tetto.
Questo trenino sbucato chissà da dove non si sa di che linea sia. Nel dubbio, perché non fare tutte le fermate esistenti, incluse le più insignificanti? Per cui partiamo alla scoperta delle stazioni perdute sulla Mantova-Milano, parte I: Maleo, di cui ignoravo addirittura l’esistenza; Pizzighettone, citta murata; Ponte d’Adda, che sta dall’altra parte del fiume rispetto a Pizzighettone (ci saranno 2 km in mezzo?); Acquanegra Cremonese, pensate; la mitica Cava Tigozzi, che zitta zitta è in realtà uno svincolo mica da scherzo.
Appare Cremona, uso miraggio. La gente finalmente si siede. Una grande conquista di civiltà.
Proseguiamo alla scoperta della stazioni perdute: Villetta Malagnino; Gazzo Pieve San Giacomo (Gazzo, con la G, mi raccomando); Torre dei Picenardi; Piadena; Bozzolo; Marcaria. Scendo qui, ma chi vuole arrivare al capolinea se tanto mi dà tanto vedrà anche le imperdibili: San Michele in Bosco; Ospitaletto Mantovano; Castellucchio.
Ore 17:10, scendo dal treno. 17:10 vuol dire che ci ho messo quasi 3 ore a fare un percorso che ufficialmente ne dura una e quaranta. 3 ore per altrettanti treni cambiati. 3, il numero perfetto. Fanculo la numerologia.
Il tabellone all’arrivo non segnala nemmeno il nostro piccolo Darjeeling Limited. In compenso ci rende edotti del fatto che quello delle 14:15 da cui tutto è partito risulta soppresso, così come quello delle 17:59 per tornare a Milano. Meraviglie del binario unico.
Resta che questa non gliela faccio passare. Domani scrivo ai giornali.
Commenti : Lascia un commento »
Categorie : Disastri, Ritardi, Varie ed eventuali
REG 2648 – 6:47 Mantova – 8:40 Milano Centrale
16 05 2008Commenti : Lascia un commento »
Categorie : Sedili
REG 2687 – 16:15 Milano Centrale – 18:14 Mantova
14 05 2008

Macchie di ogni foggia, pezzi non pervenuti, braccioli mangiucchiati… insomma tutto nella norma.

Questo però mi aveva colpito: dobbiamo chiudere tutti e due gli occhi come sempre oppure è il caso di preoccuparsi?

La seconda, evidentemente: a Piadena il treno tarda a ripartire senza apparente motivo. Un addetto percorre la banchina di corsa gridando al telefono che il treno va a fuoco, nientemeno. Gran spolvero del personale di bordo e di terra, che va in processione a controllare. “Ma quando riparte?”, domanda qualcuno. “Sempre che riparta”, risponde chi di dovere. Alla fine la crisi rientra e il treno si rimette in moto a singhiozzo, accumulando ritardi su ritardi (le gioie del binario unico).
Il risultato sono venti minuti ufficiosi di ritardo, con conseguenze anche sulle corse successive:

Mi mancava un viaggio col brivido, grazie di aver provveduto.
Commenti : 1 Commento »
Categorie : Disastri, Ritardi, Sedili, Varie ed eventuali
REG 2648 – 6:47 Mantova – 8:40 Milano Centrale
14 05 2008Commenti : Lascia un commento »
Categorie : Sedili












































