Quei martiri italiani chiamati pendolari

20 10 2009

Sul Fatto Quotidiano di oggi ho trovato un lungo e bellissimo articolo di Maurizio Chierici dedicato al pendolarismo su Milano:

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(Il Fatto Quotidiano, 20.10.2009, pag. 10-11)

I disservizi che Chierici rileva parlando con i pendolari del Piacenza – Milano e del Genova – Milano sono esattamente gli stessi riportati da questo blog (e non solo): carrozze fatiscenti, sedili luridi, ritardi costanti, riscaldamenti schizofrenici, bagni inagibili, porte chiuse, soste inspiegabili, personale inesistente.

Avevo smesso di aggiornare questo blog un anno fa, a causa della mia partenza per un semestre di studio in Germania. Nelle teutoniche terre mi è capitato spesso di prendere treni regionali: i convogli sono nuovi, capienti e puliti, il personale è vigile e sempre presente, i biglietti si possono fare a bordo tramite distributori self service, ci sono diverse compagnie che si fanno concorrenza e i ritardi sono molto rari. Va detto che i biglietti costano più del doppio che in Italia, ma il servizio è praticamente impeccabile e gli studenti universitari viaggiano gratis verso le città limitrofe esibendo il solo tesserino, un sistema che incentiva in un colpo l’istruzione superiore e l’uso dei mezzi pubblici.

Tornato in patria ho constatato come nulla sia cambiato dal 2008, o meglio dal 2007, dal 2006, dal 2003, da sempre. È ancora la stessa schifezza, anzi ora è pure peggio: con la corsa alla famigerata Alta Velocità i treni regionali nel 2009 sono dichiaratamente abbandonati a loro stessi.

Non prendo più il treno per Milano tutti i giorni, ma il materiale non manca anche prendendolo una volta alla settimana o al mese. Mantova – Milano riparte, o almeno ci prova. Binario unico permettendo.


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