

(Gazzetta di Mantova, 31.10.2009, prima pagina)


(Gazzetta di Mantova, 31.10.2009, pag. 13)
Il servizio è anche online:

(Gazzettadimantova.gelocal.it, 30.10.2009)


(Gazzetta di Mantova, 31.10.2009, prima pagina)


(Gazzetta di Mantova, 31.10.2009, pag. 13)
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(Gazzettadimantova.gelocal.it, 30.10.2009)
Questa meritava un post a sé, con tanto di carrellata panoramica. Ma c’era gente seduta dentro (no, davvero) e meglio di così non potevo fare. Noto ora peraltro che la porta è di una seconda classe. Anzi forse col passare dei secoli quella roba era diventata seconda classe. Poi è tornata prima. Perché era troppo bella.
Il treno che ho preso oggi per tornare, il 2687, è lo stesso che l’altra volta mi costò 10 euro di balzello e acuì il mio atavico astio nei confronti dei monopolisti della rotaia.
Oggi sto treno “effettuava servizio di sola seconda classe”. All’incirca metà delle sei (le ho contate) carrozze erano prime classi declassate. Il che non ha chiaramente impedito di vedere gente in piedi o accampata alla meno peggio fino a Lodi, ma questo è un altro discorso.
Il punto è: se questo treno fa “solo servizio di seconda classe” la multa che quello stronz squilib figlio di putt fascist di controllore l’altra volta mi compilò non era solo un eccesso di zelo. Era illegittima. E avevo ben donde di incazzarmi. Altro che far cassa. Era un sopruso bello e buono, e l’azienda mi deve come minimo 10 euro e tante scuse.
Sul sito di Trenitalia sostengono comunque che faccia servizio sia di prima che di seconda classe. Poniamo ora il bizzarro caso che io sia un viaggiatore di prima classe che spende 4.25 euro di più per viaggiare da capolinea a capolinea e una volta in stazione mi accorga che sul treno non solo non c’è distinzione tra prima e seconda classe, ma le carrozze di prima viaggiano declassate e con i posti pertanto tutti occupati. Ecco, mi sentirei non solo preso per il culo, ma pure truffato, perché il servizio per il quale pago di più (sedermi in una carrozza di prima classe, con qualche confort in più e prese di corrente come piovesse) nel peggiore dei casi non mi verrebbe garantito e nel migliore dei casi verrebbe garantito indistantamente a tutti (oggi anche a chi il biglietto non l’ha proprio acquistato, visto che nessuno si è preso la briga di controllare).
Ad ogni modo, non esiste che lo stesso treno cambi tipologia di servizio a seconda di quante carrozze di seconda ha disponibili in deposito di volta in volta. O si elimina sta cazzata della divisione tra prima e seconda classe quando di fatto le differenze tra le due sono trascurabili, oppure ci si impegna per fornire un servizio un minimo (ipocritamente) coerente con quanto i tabelloni riportano. Voglio vederci chiaro, e comunque non finisce qui.
Questo merita un post a sé.
Occhio a non sedervi, miserabili di seconda classe. Che poi scatta il multino.
(La velocità di ripresa è dovuta al fatto che un distinto signore con coraggio da vendere si era effettivamente seduto nello scompartimento.)